Lo streetwear di Virgil Abloh sbarca da Louis Vuitton

Inizialmente quando nacque lo streetwear, negli States degli anni ’80, si trattava di qualcosa di nicchia e volutamente slegato dal mainstream, dalla moda e dal lusso. Lo streetwear, letteralmente “abbigliamento da strada”, faceva parte infatti di una subcultura propria dei rapper, degli skaters, dei writers, degli artisti di strada, dell’hip hop, dei surfisti, e il cui indiscusso fondatore è stato Shawh Stussy: un artigiano delle tavole da surf che cominciò a riproporre il suo logo delle tavole da surf su T-shirt.

Un modo di vestire quindi comodo, fatto di cappellini col frontino, pantaloni larghi, T-shirt e felpe con semplici scritte e loghi, indossati dai protagonisti più famosi di questa cultura che ne divennero più o meno consapevoli testimonial. Tutto quello che veniva indossato da cantanti hip hop e skaters diventava subito desiderato e ricercato dai più giovani che sentivano in questo modo un senso di appartenenza a quella che verrà definita la “crew” di riferimento.

Negli anni la cultura dello streetwear che ha preso sempre più piede, si è evoluta e adattata ai cambiamenti, passando da fenomeno di nicchia a fenomeno sociale e di costume che ha finito per  influenzare  anche il mondo della moda. In termini economici, possiamo dire che ad oggi è diventato un business importante che fa gola a più di qualcuno. Sono perlopiù giovani e giovanissimi il target di riferimento; marchi come Supreme, Obey, Stussy, HUF, Off-White, Palace  sono l’oggetto del desiderio dei Millennials (e non solo) di tutto il pianeta. Anche i brand di lusso quindi hanno intrecciato collaborazioni con i creativi dello streetwear per accaparrarsi quella fetta di mercato che guarda proprio a questo stile ormai diventato casual e informale adatto a tutti.

Maison prestigiose assoldano questi talenti per integrare lo streetwear, ormai seguitissimo anche dagli influencer, con il lusso, creando capsule, edizioni limitate, pezzi ricercatissimi o intere collezioni. Balenciaga, Burberry, Gucci e Louis Vuitton sono solo alcuni esempi di case di alta moda che sono andate in questa direzione.

E proprio a Louis Vuitton arriva il trentasettenne afroamericano Virgil Abloh, fondatore del marchio Off-White e considerato un guru dello streetwear. Abloh, ingegnere con master in architettura, dopo aver fondato un brand di successo come Off-White (che continuerà comunque a guidare) e stretto fortunate collaborazioni con nomi di prestigio come Jimmy Choo, Moncler, Nike, Levi’s, approda da Vuitton dove sarà direttore creativo della linea uomo.

Qui per saperne di più.

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