Reddito di cittadinanza, ma è vera gloria?

In questi primi giorni post voto trionfante per il movimento 5 stelle, il reddito di cittadinanza è sicuramente argomento che è balzato in cima alle cronache e alle ricerche della gente. Sì perché certamente questa misura di sussidio che intenderebbero adottare i 5stelle, ha fatto molto presa sull’elettorato che infatti li ha premiati con numeri da capogiro, soprattutto al Sud Italia. Ma in cosa consiste veramente questo provvedimento?

Dobbiamo subito dire che il nome usato è assai ingannevole, e forse i meno accorti, sedotti dall’espressione semplicistica e molto accattivante, non hanno prestato molta attenzione alla sostanza. Vero é che nella realtà dei fatti non si tratta per nulla di un reddito -e quindi una erogazione sistematica- né che venga dato sulla base dell’essere cittadini italiani. La cifra assegnata, che si aggirerebbe su un massimo di 780€, è subordinata al rispetto di determinati requisiti, e quindi non a tutti coloro che sono cittadini italiani.

I cittadini italiani che ne fanno richiesta, oltre ad essere maggiorenni, devono intanto essere disoccupati o avere reddito al di sotto della soglia di povertà. Obbligatoria è anche l’iscrizione ai centri per l’impiego, i quali cercheranno di proporre offerte di lavoro consone; dopo tre rifiuti, il reddito di cittadinanza verrebbe sospeso. Inoltre sarà indispensabile prestare otto ore settimanali di lavoro di pubblica utilità presso il Comune di residenza. Nel caso a far domanda siano giovani tra i 18 e i 25 anni, devono dimostrare di possedere un titolo di studio di scuola superiore o partecipare a corsi di formazione. Tassello molto importante e imprescindibile è una preliminare riorganizzazione dei centri per l’impiego che allo stato attuale non si sono dimostrati né efficaci né efficienti. I tempi e i modi ad ora non sono noti.

Come possiamo vedere dunque, il reddito di cittadinanza dei 5stelle che la gente ora si aspetta, non è proprio un reddito di cittadinanza ma qualcosa d’altro di ben diverso e che non si sa nemmeno che tempistica possa comportare. Dubbie sono anche le coperture finanziarie per una spesa teorica calcolata di circa 17 miliardi di euro per le casse dello Stato.

Per saperne di più, vedi qui

 

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