Sempre più vecchi e sempre meno

Siamo un “popolo” sempre più vecchio e siamo sempre di meno.
Questa la fotografia dell’ISTAT che ha appena pubblicato i dati demografici a far data dal 1 gennaio 2018; in Italia ci sono più decessi che nascite, con un saldo naturale per il 2017 di meno 183.000 unità.

Di contro arrivano gli stranieri -292.000 nel solo 2017- che con poco più di 5 milioni i residenti rappresentano il 9% della popolazione intera, non costituendo quindi una invasione come qualcuno vuol far pensare.
Confrontato questo dato con le altre nazioni europee, l’Italia risulta essere perfettamente in linea con il fenomeno. In Germania gli stranieri residenti sono più di 8,5 milioni (10,5% della popolazione), in Spagna 4,4 milioni (9,5%), in Belgio 1,3 (11,7%) e in Svezia 770mila (7,82%) tanto per citarne alcune.

Tenenuto conto che più di 100mila italiani nel 2017 sono partiti dall’Italia, il saldo è negativo rispetto all’anno precedente perchè pur con l’afflusso di stranieri, risultano esserci 95.000 residenti in meno sul territorio italiano.

Cosa vuol dire tutto questo? Cosa succede ad una popolazione che è in continuo calo e invecchia sempre di più?
Osserviamo questo dato: il 22,6% degli italiani ha più di 65 anni e solo il 13,4% ne ha meno di 14.
Se nei prossimi anni continuasse questo trend, sarebbe un colpo micidiale per la tenuta economica e sociale di questo paese. Il patto sociale tra le giovani generazioni che lavorando pagano le pensioni ai pensionati della generazione precedente non sarebbe più sostenibile e salterebbe. Sempre meno giovani e meno lavoratori che devono far fronte a sempre più pensionati porterebbe ad un collasso pensionistico non indifferente.

I governi dunque non avranno molte alternative. Bisognerà innalzare l’età pensionabile (con tutte le conseguenze sociali del caso) o spingere sull’incentivo alle nascite, cercando comunque di creare sempre più occupazione. Come ben sappiamo senza un futuro lavorativo nessun incentivo, nemmeno economico, spingerebbe una coppia a mettere al mondo un ulteriore figlio.

Tuttavia non sarà di secondaria importanza nemmeno la questione migratoria (stranieri che arrivano nel nostro paese), per lo meno fino a quando gli italiani ricominceranno a fare figli. Gli immigrati saranno importanti per la tenuta economica del prossimo futuro. Una gran parte del mercato sta in piedi sui neonati, bambini e adolescenti, senza contare quanti insegnanti potrebbero perdere il lavoro se diminuisse drasticamente il numero dei bambini.

C’è in fine un altro elemento, forse più drammatico e preoccupante. Un paese che invecchia, dove la maggior parte della popolazione è formata da persone anziane, condizionerà anche le scelte politiche. Quindi un parlamento votato e sottoposto al consenso della maggioranza, se la maggioranza sono anziani, non potrà più di tanto fare politiche che guardino ai giovani a discapito delle categoria maggiormente rappresentativa. Questo significa che siamo di fronte ad un paese immobile.

Un gatto che si morde la coda. Un paese che invecchia ma che non riuscirà a svecchiarsi, invecchiando continuamente fino a sparire

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